L’approccio progettuale per la riqualificazione di Via Palermo nasce da un’intenzione chiara: aprire il progetto a visioni esterne che vanno oltre le competenze e il background interni di Chiesi.
Data la complessità e l’ambizione del progetto di riqualificazione, l’architettura è stata considerata non solo come una risposta tecnica, ma come un contributo strategico in grado di apportare nuove prospettive, metodi e profondità culturale al progetto.
Per questo motivo, l’incarico di progettazione non è stato assegnato tramite nomina diretta. È stato invece indetto un bando su invito, seguito da un processo di selezione a imbuto.
Inizialmente è stata analizzata un’ampia gamma di studi di architettura internazionali, valutati qualitativamente in base a criteri condivisi, tra cui l’esperienza con progetti simili, la filosofia progettuale, la sostenibilità, l’impatto sociale e la capacità di lavorare in contesti urbani e normativi complessi. Questa selezione progressiva ha portato alla scelta di tre studi.
Le tre realtà finali invitate — BRIQ, RAU Architects e 51N4E — sono state individuate perché ognuna rappresenta una dimensione chiave della visione di Via Palermo: ambienti urbani incentrati sulla comunità e attivazione della vita pubblica, approcci progettuali circolari e rispettosi dell’ambiente, nonché la capacità di utilizzare l’architettura come strumento di trasformazione sociale e spaziale.
Chiesi Forum (sviluppato da BRIQ), Aria di Parma (da RAU Architects) e Chiesi Gardens (da 51N4E), insieme, hanno garantito una serie di prospettive diverse ma coerenti per dare forma al conceptual design della rigenerazione, aggiungendo ancora una volta valore all’approccio innovativo.
Data la notevole qualità di tutte le proposte, la decisione non è stata affatto facile. Alla fine il Board dell’azienda ha scelto all’unanimità il progetto Chiesi Gardens, riconoscendo la sua visione e approccio come il più meritevole per passare alle fasi successive della progettazione.